Chi è e cosa fa il coach letterario

Glossario del CopyWriter: le parole chiave che devi conoscere – parte 1

Per l’appuntamento di questo giovedì ti vorrei parlare di una figura che viene spesso confusa con il ghostwriter e l’editor, e che in Italia è ancora una figura poco conosciuta. Parliamo del coach letterario. Cercando di riassumere in poche parole il compito di un coach di scrittura si può dire che è colui o colei che affianca lo scrittore in fase di stesura della sua opera, sia da un punto di vista tecnico sia facendogli da spalla lungo il percorso… sì, perché scrivere un romanzo o un saggio è una delle cose più difficili del mondo!
Gli scrittori più pubblicati spesso vengono dal mondo del giornalismo, o del blogging, o ancora da anni di gavetta con la scrittura accademica (pensiamo a phd e ricercatori) – e spesso hanno un vero e proprio team editoriale alle spalle che li supporta nella loro impresa. Ma non tutti sono dei professionisti, vediamo quindi in che modo il coach letterario può aiutarti in fase di stesura del testo che avevi nel cassetto da tanti anni.

Cosa fa un coach letterario?

Questa figura nasce negli Stati Uniti, sulla scia di quelli che sono stati i grandi editor delle case editrici americane, uno su tutti Gordon Lish, responsabile della pubblicazione di opere fondamentali come Rumore Bianco di Don deLillo o Infinite Jest, di David Foster Wallace. Il signor Lish aveva un modo peculiare di seguire i suoi autori, molto paterno e disponibile. Oppure, se torniamo indietro agli anni ’10 e ’20 del secolo scorso, un altro esempio è Maxwell E. Perkins, che si ritrovò ad assistere Wolfe, Hemingway e Fitzgerald attraverso conflitti mondiali, proibizionismi e New Deal. Ai tempi di questi signori nessuno avrebbe usato la parola “coaching”, ma dalla fine degli anni ’90 in poi si è imposta sempre di più questa fusione tra l’editor tradizionale e il coach formativo.
In sostanza quindi il coach letterario affianca lo scrittore in fase di ideazione e di stesura del suo manoscritto – lo sostiene psicologicamente, rivede via via le bozze e si interfaccia con altri elementi della casa editrice o dell’entourage dell’autore per massimizzare la sua produttività e la resa di ciò che scrive.

Cosa rende il coach letterario così importante?

La scrittura è uno strumento che può essere utilizzato in molti ambiti. C’è la scrittura commerciale, la scrittura informativa, e così via. Scrivere narrativa o saggistica senza avere finalità promozionali di alcun tipo, è il sogno nel cassetto di molte persone che hanno dimestichezza con le parole, ma a cui manca qualcosa di essenziale per “buttarsi”: si tratta a volte di consapevolezza di sé, a volte del sapersi muovere nelle complesse dinamiche della pubblicazione. I coach, come suggerisce la parola, oltre alle competenze tecniche di un editor hanno delle competenze che possono aiutare gli aspiranti autori nel percorso che li portano a “tirare fuori” tutte le parole e le immagini che hanno dentro. Sembra un’immagine un po’ troppo aulica, ma il lavoro del coach letterario può sembrare una favolosa stregoneria visti i risultati che produce.

Come capire se si ha bisogno di un coach letterario

Un buon coach letterario non è in grado di assistere soltanto degli aspiranti Tolstoj, ma può rendersi disponibile anche a sbloccare le parole di un aspirante blogger. Entro certi limiti, il lavoro di un coach letterario può migliorare moltissimo la resa della comunicazione di un’azienda…insomma, il suo compito non è influenzato dalla lunghezza e dalla finalità dei testi.
Il coach letterario interviene quando il cliente ha difficoltà espressive, utilizzando metodi ben definiti che portano quasi sempre a risultati tangibili. Oppure può aiutare chi ha nel cassetto un manoscritto incompleto o meno a rivederlo, riscoprirne il potenziale e finire la sua opera, rendendosi presente anche in fase di valutazione editoriale e di pubblicazione. C’è un momento in cui tutto sembra andare per il verso storto, rispetto al proprio lavoro di scrittura? No problem, un coach letterario sa sostenere l’autore anche nei momenti bui. E cosa ben più importante, alla fine di un percorso di coaching letterario fatto bene ci si dovrebbe sentire cambiati, cresciuti, più sereni nell’esprimere le proprie idee e metterle per iscritto.

Se questa figura ti ha incuriosito e vuoi farmi qualche domanda, come sempre sentiti libero di contattarmi attraverso il sito o a info@anniriapunzo.com, anche per una consulenza gratuita.
Magari hai un manoscritto dimenticato, o senti di avere bisogno di esprimere diversamente tutto quello che ti passa per la mente? Sei un professionista e non sei soddisfatto della qualità formale di ciò che esprimi ai tuoi clienti e colleghi? Parliamone, io sono qui per rispondere a tutte le domane possibili.

Buon fine settimana!

A presto,
Anniria.

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