Come scrivere una relazione finale di tirocinio

Come scrivere una relazione finale di tirocinio

Per seguire e completare con successo un percorso di studi avanzato è necessario tanto impegno e tanta applicazione. Uno dei passaggi fondamentali per lo studente è rappresentato dal tirocinio (a cui spesso si fa riferimento usando la parola stage): si tratta dell’occasione principale che ha lo studente di fare esperienza sul campo, mettendo in pratica quello che ha imparato durante i precedenti anni di studio, e di avere il primo contatto con il mondo del lavoro. Al termine di questo periodo è necessario stilare un testo che sintetizzi l’esperienza vissuta: scopriamo come scrivere una relazione finale di tirocinio, sia per quanto riguarda i contenuti e la loro struttura che per quanto riguarda lo stile di scrittura.

Gli obiettivi del tirocinio e della relazione

Non è difficile capire la grande importanza che può avere il tirocinio all’interno di un percorso di studio. Permette di integrare le nozioni teoriche apprese dai libri ad un’esperienza operativa; lo studente, venendo in contatto con la realtà del mondo del lavoro, può sviluppare le sue abilità, imparare a relazionarsi con colleghi, superiori ed altre figure professionali ed iniziare a pensare con maggiore concretezza a quello che può esser il suo futuro in campo lavorativo. Ma anche la stesura della relazione di fine tirocinio ha degli obiettivi ben precisi.

Con la redazione di questo testo lo studente non si limita a descrivere la sua esperienza, ma deve esprimere qual è stato il suo peso all’interno del percorso di qualificazione professionale. Con la stesura della relazione si intende stimolare lo studente/tirocinante a valutare il periodo di stage; inoltre, si acquisisce familiarità con un modo di scrivere e di comunicare particolare e che dovrà essere utilizzato spesso quando si entrerà ufficialmente nel mondo del lavoro (ma anche in ambito universitario); infine, la relazione serve anche per testimoniare il raggiungimento degli obiettivi formativi e di permettere alla Commissione o al Tutor di esprimere un giudizio.

Cos’è e come si scrive una relazione finale di tirocinio

La relazione finale di tirocinio è un testo tecnico: questo significa che per la sua stesura è necessario seguire delle regole ben precise, senza tanto spazio per la fantasia. Di solito allo studente viene chiesto di preparare una relazione della lunghezza di 10/30 pagine nelle quali deve toccare una serie di temi (a ciascuno dei quali deve essere dedicato un adeguato spazio). Innanzi tutto deve spiegare quali sono gli obiettivi del tirocinio e descrivere le modalità in cui è stato svolto; bisogna poi descrivere l’azienda ospitante e l’attività svolta. La parte forse più difficile è quella in cui bisogna autovalutare l’esperienza, soprattutto in termini di coerenza tra gli obiettivi iniziali del tirocinio ed i risultati effettivamente conseguiti. La relazione termina con la parte dedicata alle considerazioni personali.

La presentazione del progetto formativo tramite relazione deve essere fatta seguendo dei determinati criteri “estetici”. L’elaborato deve seguire delle precise regole in termini di impaginazione e di formattazione: ad esempio, spesso si richiede allo studente di utilizzare il font Times New Roman di dimensione 12 punti, con un’interlinea di 1,5 e margini di 3,5 centimetri sul bordo sinistro e di 2 centimetri sugli altri lati del foglio. La relazione deve avere un frontespizio ed un sommario ed al suo interno possono essere inseriti schemi, immagini ed altri contenuti, purché siano funzionali, numerati e dotati di didascalia. Ovviamente nel testo non devono esserci parti che siano state completamente copiate da altre fonti.

Caratteristiche del testo e struttura dell’elaborato

Il testo, ma questo va bene per qualsiasi tipo di testo, deve essere costruito tenendo conto di alcuni aspetti fondamentali: qual è il suo scopo, chi è il destinatario, che registro linguistico bisogna usare e qual è l’argomento trattato? Una volta che sono state date delle risposte a queste domande si può iniziare ad organizzare la stesura dell’elaborato: l’obiettivo della relazione è ben definito e deve essere raggiunto tramite la stesura di un testo preciso e chiaro. Essendo un testo tecnico, è necessario usare una scrittura pianificata, rispettando i parametri indicati dall’ateneo e curando in modo dettagliato gli aspetti linguistici. Il fatto che si tratti di un testo tecnico, infatti, non significa che non debba essere scritto in italiano corretto!

La struttura della relazione finale di tirocinio è composta da quattro elementi principali: la pagina iniziale, che riepiloga i dati dello studente, l’introduzione, che (appunto) introduce l’argomento che verrà trattato nel testo, la descrizione delle attività svolte, che rappresenta la parte centrale della relazione, e le conclusioni, la parte dedicata alla valutazione personale dell’esperienza. Lo schema da seguire durante la stesura del testo è il seguente:

  • Introduzione

dove è stato svolto il tirocinio, quando e per quanto tempo, qual è il progetto

  • Descrizione dell’azienda

settore di attività, prodotti e servizi offerti, organizzazione interna, rapporti con la concorrenza…

  • Descrizione dell’attività svolta

mansioni assegnate, strumenti impiegati, relazioni con le altre figure all’interno dell’azienda, tipo di apporto fornito all’impresa con il proprio lavoro…

  • Conclusioni

rapporto di coerenza tra gli obiettivi prefissati dal progetto formativo ed i risultati effettivamente conseguiti, contestualizzazione dello stage all’interno del proprio processo formativo, competenze acquisite, considerazioni personali.

Capitoli, paragrafi e stile di scrittura

Il testo deve essere organizzato in capitoli e paragrafi: vediamo un esempio per capire meglio come scrivere una relazione finale di tirocinio. La prima pagina o frontespizio deve riportare l’anno, l’istituto, il titolo, il nome del tirocinante e quello del relatore. Segue l’indice, con l’indicazione dei capitoli, dei paragrafi e le rispettive pagine. Si passa poi all’introduzione: in questa parte del testo bisogna illustrare il contesto dello stage, con indicazione dell’azienda/organizzazione in cui si svolge, degli obiettivi dell’esperienza e delle finalità del percorso intrapreso. Dopo l’introduzione inizia la relazione vera e proprie: il capitolo uno è dedicato all’impresa ospitante.

In queste pagine si deve presentare l’azienda presso la quale è stato svolto il tirocinio: si può fare un breve accenno alla sua storia, per poi passare al settore di attività e delle finalità perseguite; bisogna descrivere anche la struttura dell’impresa, il numero dei dipendenti, le eventuali collaborazioni fondamentali con altre aziende ed il clima lavorativo. Il capitolo due è quello dedicato alla parte pratica, ovvero all’attività che è stata svolta durante il periodo di tirocinio; questo è lo spazio in cui si devono descrivere le mansioni svolte, le relazioni con le altre figure all’interno dell’azienda, gli strumenti che sono stati messi a disposizione ed utilizzati…insomma, si deve fare riferimento a quello che è stato il proprio apporto al lavoro dell’azienda.

Il capitolo 3 è forse quello un po’ più complicato da affrontare, perché riguarda la valutazione del percorso e l’autovalutazione del proprio operato. Si deve fare riferimento alle conoscenze pregresse che sono state impiegate nella pratica, alle nuove abilità sviluppate, ai feedback ricevuti ed al rapporto con il tutor in azienda. Bisogna poi fare un’analisi sul modo in cui lo stage si inserisce all’interno del proprio percorso di formazione: bisogna specificare se c’è stata coerenza tra gli obiettivi del progetto ed i risultati che sono stati realmente conseguiti, sottolineando (se c’è stato) il valore aggiunto apportato dall’esperienza. L’ultimo capitolo è quello relativo alle conclusioni: il bilancio finale sull’esperienza deve essere arricchito con l’indicazione delle difficoltà incontrate, degli obiettivi raggiunti, delle eventuali critiche e dei suggerimenti; si chiude con l’autovalutazione e le prospettive future.

Per quanto riguarda lo stile di scrittura, nella relazione bisogna utilizzare un tono formale, mantenendo un tipo di linguaggio omogeneo per l’intero testo. I concetti devono essere espressi in maniera precisa e comprensibile, utilizzando frasi chiare e non particolarmente lunghe. In alcuni casi sarà necessario impiegare dei termini tecnici, ma non bisogna abusarne, perché l’elaborato deve rimanere sempre di facile lettura. Prima di consegnare il testo sarebbe cosa buona e giusta controllarlo più volte, in modo da assicurarsi di non aver commesso errori di ortografia, di sintassi o di punteggiatura, ma anche per correggere gli eventuali refusi ed errori di battitura.