Condivisione vs realtà

Glossario del CopyWriter: le parole chiave che devi conoscere – parte 1

La vita dei social non è finta, se impari a gestirla senza paura di mostrarti per chi sei veramente

 
Ciao ragazzi, siamo di nuovo al giovedì ed oggi più degli altri giorni la stanchezza si fa sentire. Un po’ come se il nostro appuntamento fosse l’unico in grado di scandire la settimana, così frenetica. Per la serie… “siamo già al giovedì?”
 
Bene, ultimamente stanno succedendo tante cose diverse. Gli amici che mi seguono sui social e che per caso incontro qui e lì per strada, ultimamente mi dicono che vedono che sto facendo tante cose diverse. Ovviamente si riferiscono alle mie interazioni social e ad una presenza capillare tanto su Instagram quanto su Linkedin, Facebook e soprattutto nelle storie. 
 
In effetti esistono due facce della stessa medaglia, una che lascia intendere che se non sei online non esisti, ed un’altra che…la conferma. Il mondo della comunicazione si è espanso tanto verticalmente quanto orizzontalmente nelle vite degli utenti, quasi a mescolare le carte in tavola di una partita speciale: la vita stessa. La pandemia ha poi accelerato questo processo di trasformazione delle vite, dove ci si incontra prima online e forse, si spera, dal vivo. 
 
Nel mio caso specifico però, le cose sono andate diversamente. Oggi ve ne voglio parlare per sottolineare l’importanza di una presenza online e quanto questa possa modificare il vostro appeal nei confronti di potenziali committenti. Io ho deciso personalmente di essere più presente online quando mi sono distaccata dal giudizio di chi avevo accanto. 
 
Spesso tendiamo ad oscurarci per non mettere in difficoltà chi amiamo, o meglio, per non scoprire le carte in tavola. Ed oggi che ho voglia di scoprire dove posso arrivare, condividere con voi la mia vita, i miei lavori e i risultati dei miei committenti non è solo bello, ma anche eccezionalmente motivante! 

La mia esperienza social: da zero a mille follower in pochi mesi.

Quando ho cominciato a scrivere nel 2008 o forse addirittura nel 2007, amavo la dimensione della radio e la possibilità di nascondermi dietro un microfono. Al tempo “Radio Treccia” era la web-radio locale dell’isola d’Ischia ed io grazie a Maria D’Ascia ebbi la fortuna e l’opportunità di condurre diversi programmi. Ero abbastanza piccola, ma è stata una bella gavetta. Un po’ come se una madre spirituale mi avesse introdotta al mondo dell’informazione e ad un certo approccio “elegante” verso gli altri, verso la loro storia. 
 
Parlare da un microfono senza mostrarmi era per me davvero un compromesso eccezionale. Tanto che ho continuato per anni a farlo, passando contestualmente alla carta stampata. Le mie gavette ve le racconterò in un altro articolo, anzi ditemi se vi interessa conoscere le mie esperienze prima dell’ultimo anno. Sarei contenta di farvi un riassunto!
 
Negli ultimi anni ho cominciato a collaborare seriamente con diverse realtà ed in verità all’incirca all’inizio del lockdown ho capito che quello era il momento giusto per rimettere in discussione tutta me stessa. Non intendo da un punto di vista intellettuale ed umano, ma proprio emotivo ed ancor di più “apparente”.  Stavo lavorando già da qualche tempo con diverse aziende, ed il lavoro di ghostwriting cominciava ad ingranare quasi da solo. 
 
Ma qualcosa non andava bene, mancava una copertina, una presentazione ed io immersa come altri colleghi nel mare dei “CV” senza risposta,  tanto da sentirmi scoraggiata. Così ho aperto questo sito internet, investendo i miei risparmi giorno dopo giorno in me stessa e nel mio progetto personale, che lentamente ha preso forma. Lì dove tutto sembrava essersi fermato, ho colto l’opportunità per organizzare i miei obiettivi, e dare una forma alle mie ambizioni. Un processo tutt’ora in corso. 
 
Solo dopo aver preso confidenza con il blog, aver cominciato a raccogliere consensi e lavori, confrontandomi con colleghi e committenti, ho deciso di fare un ulteriore salto. Mostrarmi sui social, qui dove mi leggete e mi vedete più spesso. Per un’introversa come me, non è stato facile. 

Perchè è importante essere presenti organicamente online

Dimenticate bot, gratta e vinci e like d’occasione (passatemi il gioco di parole). La comunicazione trasversale è un esercizio complesso che merita rispetto ed attenzione. Oggi la nostra presenza online è come la prima impressione di un contatto con uno sconosciuto. Non sto dicendo che dovete fingere che la vostra vita sia perfetta, vi assicuro che la mia non lo è per niente, e poco più di mille follower su Instagram per ora, non fanno la differenza in una mare di influencer. 

Eppure ho deciso di mostrarmi, di raccontarmi, per raccogliere le mie esperienze e far capire agli altri e a me stessa che la gavetta è proprio finita (anche se continuerò a farla per tutta la vita), e che ora sono una professionista a tutti gli effetti. Mostrare le mie collaborazioni, i lavori che faccio, ciò che penso e che scrivo altro non è che un semplice discutere con altri di me stessa. Cosa che non avevo mai fatto prima. 

La nostra immagine vive come in un’ecosistema di follower, dove più siamo presenti online, maggior riscontro avremo. Ma per avere un riscontro, e qui casca l’asino, bisogna avere dei contenuti di livello. E dei contenuti di livello possono essere strutturati in diversi modi, uno su tutti: fare cose di livello!

Se hai una passione, se conosci un argomento e vuoi condividerlo, valorizza te stesso anche online, come fare?

Se pensate di avere abbastanza argomenti per cominciare a parlare di voi al mondo o condividere la vostra attività, allora iniziate .Raccogliete dati e pensieri su di te, appuntate su di un foglio ed evidenza ciò che vi piace e che non vi piace di voi o vorreste migliorare. 

Condividere la propria esperienza con gli altri è utile per diversi motivi, forse il più importante è per il riscontro con te stesso. Ma se non sapete da dove cominciare e volete scrivere dei post, aprire un blog, costruire un albero delle priorità scrittorie…siete nel posto giusto!Potete scrivermi ad info@anniriapunzo.com e parlare con me anche solo per una consulenza gratuita. 

 
Nella mia testa spesso ronza come una litania la domanda che qualcuno mi fece qualche tempo fa: “a volte sembra che ti manchi qualcosa, ancora non ho capito cosa però”. Certo, potrà sembrare un’affermazione, ma era una domanda vera e propria ed io c’ho riflettuto molto. Se oggi quella persona me lo richiedesse risponderei così: “essere me stessa, a prescindere da quello che pensi tu e tutti quelli che mi circondano”. 
 
E a voi, cosa manca? Siate voi stessi…e miglioratevi sempre!
 
A presto,
Anniria

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