Lettera ad un amico lontano: 5 consigli per scriverla al meglio

Saper scrivere una lettera non è da tutti, soprattutto al giorno d’oggi, in cui e-mail, SMS e chat hanno preso il sopravvento, facendoci abituare ad un linguaggio più pratico e meno emozionale. Un tempo non era così: fino ai tempi dei nostri nonni scrivere una lettera era spesso l’unico modo per mettersi in contatto con le persone care, specialmente con quelle che non si vedono da tempo, magari perché vivono in luoghi lontani da noi. Il bello di scrivere una lettera non sta tanto nella lettera stessa, quanto nel romanticismo e nella poeticità dell’attesa, nella cura che si mette nello scriverla e così via.

Anche ricevere una lettera è tutt’altro che scontato, è una sorpresa che chiunque gradisce perché presuppone che il mittente abbia dedicato del tempo sia per scegliere la carta da lettere e la busta adeguate; che si sia seduto a scrivere, magari più di una volta al giorno, il contenuto della lettera pensando a noi e infine, che sia uscito a comprare un francobollo e che l’abbia imbucata nella cassetta delle poste.

Scrivere una lettera, così come riceverla, è sempre un piacere, oltre che un modo per mettere nero su bianco tutte le proprie emozioni, lasciando spazio a ciò che davvero proviamo per una persona: quanto ci manca, se gli vogliamo bene, se lo amiamo incondizionatamente, se siamo adirati con lui/lei o ci vogliamo semplicemente sfogare su qualcosa con questa persona.

Come ogni genere di scritto, ovviamente, anche la lettera ha le sue regole ben precise. Pur trattandosi di un testo per così dire “emozionale” infatti, la lettera richiede che venga scritta seguendo alcuni semplici e ben precisi passi, grazie ai quali sarà molto più facile esprimere ciò che si intende dire, senza risultare disordinati, melensi e così via. 

Ma vediamo in concreto quali sono le regole ed i consigli per scrivere al meglio una lettera ad un amico lontano.

Lettera ad un amico lontano: quale schema di scrittura usare

La prima cosa da fare quando si decide di scrivere una lettera ad un amico lontano (in realtà qualsiasi tipo di lettera) è deciderne il destinatario, il cui nome dovrà essere già nell’incipit della nostra lettera. Il tono, invece, cambia a seconda del tipo di lettera e della confidenza che abbiamo con il nostro destinatario. Se, come in questo caso, il destinatario è un nostro caro amico che vive lontano da noi, il tono sarà indubbiamente colloquiale. Il nome del destinatario dovrà seguire, dunque, un appellativo colloquiale ma non troppo, informale ma comunque adatto al testo scritto. Un “caro” è sempre la soluzione migliore, un classico che chiunque riceva una lettera da un amico si aspetta di leggere. 

Prima di scrivere il nome del nostro destinatario, è però necessario scrivere, in alto a destra, la data, il luogo e, se si desidera, l’orario in cui stiamo scrivendo la lettera.

Una volta scritti luogo e data e “caro destinatario”, si va a capo e si parte con l’introduzione della nostra lettera. Lo scopo di queste prime righe è quello di spiegare ed introdurre, appunto, il motivo per cui stiamo scrivendo al nostro amico lontano, che può essere anche il semplice fatto che ci manca e che desideriamo avere sue notizie, dal momento che vive lontano e non si vogliono perdere i rapporti. Fare una buona introduzione dà una vera e propria forma alla lettera, l definisce e chiarisce a chi la legge l’argomento di tutto il testo, ma senza svelare troppo quello che sarà lo svolgimento effettivo. Un ottimo modo per iniziare in maniera originale una lettera può essere una citazione o una frase che sappiamo il destinatario potrà cogliere al volo, magari perché ci lega in qualche modo o perché legata ad un ricordo comune.

In seguito all’introduzione, è il momento del corpo vero e proprio della nostra lettera. Il corpo rappresenta, in un certo senso, la lettera stessa. Qui siamo liberi di raccontare, descrivere, domandare tutto ciò che vogliamo al nostro amico lontano, sfogarci di qualcosa, dire come ci sentiamo in questo particolare momento della nostra vita e così via. Può essere lungo quanto si desidera, ma è consigliabile non superare le due pagine, in modo da non risultare eccessivamente pesanti con il nostro destinatario. 

Dopo il corpo, e quindi alla fine della nostra lettera ad un amico lontano, è bene scrivere una conclusione, ovvero una o due frasi, più o meno lunghe, che riescano a chiudere in bellezza tutto ciò che si è scritto in precedenza. La conclusione può riprendere in qualche modo quella che è stata l’introduzione, magari aggiungendo un augurio di rivedersi dopo tanto tempo, incitando il destinatario a mettersi d’accordo per un eventuale viaggio per ricongiungersi.

La conclusione è seguita poi dai saluti, che saranno tanto colloquiali quanto il grado di confidenza che abbiamo con il nostro amico lontano e dalla firma, che sarà composta di solo nome se abbiamo un rapporto stretto con il destinatario, o nome e cognome se siamo poco più che conoscenti.

Se ci si è scordati di dire una cosa buffa o importante e gli si vuole dare risalto in qualche modo, è divertente scrivere un post scriptum in fondo alla lettera, dopo la firma. Per chi non lo sapesse, il post scriptum è una nota scritta a piè di pagina seguita dalla sigla “PS”.

5 consigli per scrivere la perfetta lettera ad un amico lontano

Abbiamo visto come strutturare la nostra lettera ad un amico lontano dividendola in sezioni e descrivendo tutti i passaggi per renderla perfetta a livello formale. Una lettera, però, rispetto ad altri tipi di scritti, è un testo profondamente intimo e personale, in cui viene lasciato spazio alle emozioni, soprattutto se si tratta di una lettera ad un caro amico lontano. 

A questo proposito, ci sono cinque consigli che è bene seguire se si vuole scrivere una lettera non banale e il più possibile personalizzata, in modo da mandare qualcosa di unico al nostro amico che, se vive lontano, è probabile che non vediamo da molto tempo.

Per prima cosa, è bene non interrogarsi troppo su come è scritta la lettera. Se la si sta scrivendo ad un amico con cui abbiamo confidenza, non starà certo a guardare il lessico o il registro da noi utilizzato. Focalizzarsi troppo sul tipo di parole scelte o su come suoni la nostra lettera a livello formale potrebbe infatti distoglierci dal vero motivo per cui la stiamo scrivendo e su cosa vogliamo davvero comunicare al nostro destinatario. 

Il secondo consiglio che è preferibile seguire per scrivere al meglio la nostra lettera è fare una brutta copia. In questa prima bozza di lettera si può dare massimo sfogo alle proprie emozioni senza badare troppo alla forma e sarà molto semplice farlo proprio perché si è consapevoli che si sta scrivendo, appunto, una copia e non la versione definitiva. Quando poi andremo a trascrivere la versione ufficiale della nostra lettera, bisognerà solo scegliere quali parti riportare fedelmente, quali vanno solo un po’ riviste e corrette e quali è bene eliminare del tutto. Avere un “canovaccio” di partenza è dunque utile per farci sentire più sicuri di ciò che andremo a scrivere, dandoci la consapevolezza che avremo scritto tutto, senza tralasciare nulla.

Un altro suggerimento utile per scrivere al meglio la lettera ad un amico lontano è riempire il corpo del nostro testo di dettagli. Particolari come aneddoti sulla nostra amicizia, ricordi dettagliati del passato o descrivere in particolare esperienze che si desidera vivere insieme al nostro amico può essere un ottimo modo per rendere la lettera unica, irripetibile ed estremamente piacevole da leggere per il nostro destinatario.

Un consiglio spassionato che chiunque stia scrivendo una lettera confidenziale dovrebbe seguire è proprio quello di lasciarsi andare il più possibile, cercando di non bloccare il flusso di pensieri e di emozioni. Insomma, scrivere ciò che si sente senza vergognarsi e senza preoccuparsi di risultare emotivo. La lettera deve esprimere sincerità a trecentosessanta gradi, risultando un vero e proprio fiume di sentimenti provati per il destinatario che vive lontano. 

Ultimo suggerimento, ma per nulla scontato è cercare una carta da lettere che si confaccia alla nostra personalità e che pensiamo possa essere gradita dal nostro amico lontano. Se il destinatario in questione ha una personalità eccentrica, sfavillante e ama i colori potremmo optare per una carta decorata, variopinta e, perché no, anche profumata. Se invece è una persona seria, ordinata ed amante della forma, allora la scelta non potrà che ricadere su un tipo di carta molto semplice ma pregiato, magari un po’ spessa o granulosa, acquistata in un negozio specializzato. Se questa persona invece è più di un amico, almeno per noi, e desideriamo esprimere velatamente i nostri sentimenti, si potrebbe comprare una carta e una busta con rimandi romantici, magari non esattamente bianche, ma dai colori che virino verso il rosa o il viola, o magari con delle rose decorative ai lati. Insomma, ci si può davvero sbizzarrire e, oltre ad essere divertente, optare per un tipo di carta originale può anche aiutarci ad esprimere meglio ciò che intendiamo dire all’interno della lettera stessa.