Piccoli giornalisti crescono: avvicinare i bambini all’informazione

Piccoli giornalisti crescono: avvicinare i bambini all’informazione

Oggi voglio parlarvi di una delle problematiche che sento più di frequente da parte delle mamme e delle insegnanti della scuola primaria: ai bambini la lettura attrae sempre meno, soprattutto per via della massiccia diffusione di altri media digitali. Questo si può vedere nel rapporto con i libri, con la scrittura, nel vocabolario e nello sviluppo di una delle capacità più importanti nella vita di una persona…lo spirito critico. In realtà il giornalismo di per sé offre lo spunto per applicare la forma mentis del reporter al percorso educativo di un bambino, facendogli scoprire il piacere del dubbio, della ricerca instancabile per la verità. Vediamo come!

Il giornalismo spiegato ai bambini

Che si parli di un quotidiano o di un settimanale, è importante far capire ai bambini l’importanza del lavoro di una redazione a qualsiasi livello. Non è facile trovare parole semplici per illustrare come funzionano queste complesse macchine editoriali ma è importantissimo partire dal contesto in cui noi professionisti lavoriamo. Dopodiché è fondamentale spiegare chi è il giornalista, cosa fa e perché è così importante che si muova secondo dei capisaldi etici ben definiti.

Si può approfondire di più questo aspetto o concentrarsi di più sulla struttura dei giornali e degli articoli, l’importante è che a condurre questo laboratorio sia una persona che ha esperienza in questo ambiente, ma anche la capacità di rendere il tutto leggero e divertente.

Insegnare ai bambini l’importanza delle fonti

Le fake news sono una piaga che ammorba l’ambiente dell’informazione da molti anni ormai, e va assolutamente insegnato ai bambini come difendersi. Alla base di qualsiasi discorso sul giornalismo c’è un discorso sul dubitare, sull’approfondire, utilissimo in qualsiasi fase della vita. Ma come si coltiva il sano dubitare? Come si può aiutare un bambino della scuola primaria a discernere tra narrativa e fake news? In questo caso si possono creare dei gruppi ‘’avversari’’ e simulare il funzionamento delle “bolle” in cui le fake news circolano e si fermano, facendo danni enormi. Ovviamente questo argomento è delicato e più facile da affrontare con i ragazzi dalle medie in su, ma vale la pena cominciare a piantare qualche seme anche nelle teste più imberbi.

Il giornalismo non è scuola, come renderlo divertente agli occhi dei bambini.

Ai bambini piacciono moltissimo i giochi di ruolo, lo sappiamo bene. Perché non fare del giornalista un ruolo da interpretare? I genitori possono fingersi dei famosi criminali (pensiamo a Lupin, per esempio) o delle celebrità da intervistare, mentre quando sarà possibile spostarsi liberamente si possono accompagnare i bambini a fare dei piccoli reportage nel quartiere. Il segreto è quello di far innamorare i bambini e i ragazzi delle molte storie che si celano dietro un edificio o un campetto di calcio, stimolando il loro gusto alla speculazione gratuita e la loro fantasia. Quando ha aperto la storica macelleria del quartiere? Qual è la storia del signore che la gestisce? Come mai i suoi prodotti sono così gustosi? Da dove vengono? Questo per avvicinarli alle 5 W (what, when, why, where, who) e per celebrare la curiosità innata dei piccoli.

I bambini e i blog, uno strumento in più o un limite?

Ovviamente quando parliamo di giornalismo intendiamo anche quello della blogosfera, i cui contenuti di approfondimento sono spesso di livello molto alto. Esistono molti blog per mamme e insegnanti e pochi squisitamente per bambini, ma in ogni caso vale la pena scovarli e avvicinare i bambini alla lettura e al giornalismo anche attraverso questo mezzo. I bambini (ahinoi) percepiscono i libri come qualcosa di antico, legato alla scuola, da leggere forzatamente…mentre la lettura di un tablet/smartphone o e-reader ricorda loro il gioco, il mondo dei cartoni e il tempo libero. Abituiamo i bambini a leggere contenuti in nostra compagnia, rendendoci disponibili a soddisfare eventuali curiosità e ad approfondire. Dalla lettura di un articolo di blog sulle Piramidi, ad esempio, un bambino può approfondire un aspetto della storia dell’uomo che sicuramente la scuola gli ha trasmesso in modo diverso. Insomma, i blog sono un grandissimo strumento, l’importante è non lasciare mai che i ragazzini al di sotto di una certa età navighino in internet da soli, ed è fondamentale controllare insieme che tipo di fonti e piattaforme stanno leggendo.

Incontri di giornalismo virtuali per bambini e ragazzi

Una delle cose che amo di più fare è immaginarmi sempre nuovi modi per connettere persone di tutte le età al piacere della scrittura, il tutto in modo innovativo e divertente. Di recente ho deciso di rendermi disponibile per organizzare degli incontri virtuali di giornalismo per bambini, strutturati come festicciole virtuali in cui si unisce il gioco alla scoperta. Non è facile intrattenere i più piccoli in questo momento storico, soprattutto non è facile intrattenerli aldilà del passare le giornate davanti alla tv o a giocare con gli smartphone. Questo tipo di rendez-vous può essere un’occasione di interazione tra coetanei, un piacevole diversivo e allo stesso tempo un momento di approfondimento prezioso nella formazione dei cittadini di domani.

Spero che la vostra settimana finisca nel migliore dei modi, tra il calore e i profumi dei primi giorni di primavera. Se volete più informazioni sui miei progetti di giornalismo per bambini e ragazzi non esitate a contattarmi, così come nel caso in cui vogliate organizzare un laboratorio virtuale di giornalismo con i vostri bimbi. Io, come sempre, vi rispondo con estremo piacere sia attraverso la sezione contatti del sito, sia dalla mia mail info@anniriapunzo.com

A settimana prossima!

Anniria

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