Come scrivere articoli di giornale sulla moda italiana e internazionale

Un buon articolo è un buon articolo, a prescindere dall’argomento che tratta. E per scriverne uno che funzioni, le regole base sono le stesse per tutti i settori. Titolo accattivante, regola delle “cinque W”, approfondimento o corpo, conclusione e chiusa.

Per chi non lo sapesse, la prima parte di un buon articolo deve immediatamente rispondere alle domande più importanti, ovvero: Cosa? Quando? Dove? Perché? Chi? In questo modo si cattura l’attenzione del lettore già dal principio, incuriosendolo a tal punto da proseguire la lettura del nostro articolo.

Nella seconda parte, infatti, va a fondo a ciò che si è accennato nella prima. Si entra nei dettagli, si va a snocciolare tutto. È l’articolo vero e proprio, il reale racconto della notizia. In questa fase si risponde, dunque alla domanda “come?”, meno immediata e superficiale rispetto a quelle dell’introduzione.

Un buon giornalista, di moda e non, alla fine di ogni articolo scrive le cosiddette conclusioni, che possono corrispondere ad un commento personale (sostenuto, ovviamente, da studi approfonditi e ricerca) o da dettagli e curiosità aggiuntivi che vadano ad arricchire il contenuto l’articolo.

Infine la chiusa, l’ultima parte della conclusione, una frase ad effetto in grado di sigillare al meglio ciò che si è scritto.

Queste erano le regole base che chiunque dovrebbe seguire, sia che scriva di moda che di altro.

Ma andiamo a vedere cosa è necessario per scrivere un buon articolo di giornale sulla moda.

Innanzitutto, bisogna avere un’ottima conoscenza della storia della moda, almeno dagli stilisti francesi di fine Ottocento ad oggi. Scrivere di qualsiasi trend, infatti, anche se contemporaneo, richiederà sempre citazioni dal passato e solo chi lo ha studiato approfonditamente può farlo.

In secondo luogo, osservare. Sembrerà banale, ma la capacità di osservazione è fondamentale per il giornalista di moda perché aiuta a sviluppare quell’occhio critico che rende l’articolo per nulla scontato e in grado di fornire quella “pepita brillante” che da altre parti non si trova.

Va inoltre specificato che, come tutti i giornalisti, anche quelli di moda spesso si basano su comunicato scritti precedentemente da addetti stampa del settore. Questi comunicati possono parlare, ad esempio, del lancio della nuova collezione di un certo brand o di un evento particolare.

Sono veri e propri contenitori di informazioni da qui attingere per scrivere un pezzo che possa essere chiamato articolo, ovvero ben argomentato e in cui emergano le ottime capacità di osservazione e descrizione da parte di chi lo scrive.

La differenza sostanziale tra un articolo di moda e uno, ad esempio, di politica o finanza, è che il primo deve avere sempre una componente emotiva. Non dimentichiamoci che la moda è sì vestiti ed accessori, ma anche e soprattutto immaginario, evocazione di scenari e tanta creatività.

Dietro ad ogni capo o collezione c’è un cosiddetto “mood” e questo mood è il frutto di lunga ricerca in tutti i campi artistici (cinema, arte, musica, teatro e così via) e non solo.

In un buon articolo di moda un capo non è mai solo un capo, ma è anche ciò che si vuole rappresentare indossandolo. Come dicevamo prima, i punti di partenza sono un’ottima capacità di osservazione e conoscenza di ciò che c’è stato prima.

In questo modo si avranno gli strumenti necessari per scrivere un articolo non banale, dettagliato, originale e in grado di arricchire realmente lo conoscenze di chi lo legge.

Questo vale sia per la moda italiana che internazionale.

Altro aspetto fondamentale: il gergo specifico. Come per ogni settore, anche parlare di moda adeguatamente richiede termini che rimandano immediatamente ad un determinato significato.

I tessuti, i materiali, la lunghezza delle gonne, i vari tipi di scarpe e borse, le scollature, gli infiniti stili che riprendono sempre, seppur in minima parte, trend del passato. Tutto questo e altro ancora va saputo e bisogna farlo proprio se si vuole essere credibili quando si scrive un articolo di moda.

Jersey, Pied de Poule, Open toe e Longuette sono solo alcuni dei termini che non si usano nella vita di tutti i giorni (a meno che non si è addetti ai lavori), ma che ci si aspetta di leggere in un buon articolo di questo settore.

Un pezzo scritto bene deve avere sempre lo scopo di insegnare qualcosa e di dare informazioni sia a chi ne sa tanto sia a chi ne sa poco, senza farlo sentire troppo in difetto.

Va poi precisato che, se si lavora per un certo brand, oltre alla conoscenza dell’intero universo moda, sarà necessario capire bene qual è il linguaggio specifico di quel brand, come comunica e quale immaginario evocano le sue creazioni, le sue campagne pubblicitarie e la sua storia.

Se è vero che oggi tutti indossano tutto e che non è più come fino agli anni 80, in cui ci si rispecchiava in uno, massimo due stilisti, bisogna sempre avere chiaro cosa e per chi si sta scrivendo.

Chi leggerà il mio pezzo? E cosa voglio che sappia? È tutto lì. Il lettore dev’essere il nostro pensiero fisso durante la stesura dell’articolo, perché è lui che, leggendolo, darà una risposta concreta a ciò che abbiamo scritto.

Se lavoriamo per un’importante casa di moda che ha come segno di stile l’eccentricità e tutto ciò che è colorato e fuori dagli schemi e tutta la sua storia si basa su questo tipo di immaginario, la nostra scrittura dovrà adattarsi a questo mood. Parole come “vitaminico”, “energico”, “cool”, “gioco” ed “esplosività” potrebbero essere adatte a questo tipo di contesto. Chi legge deve capire immediatamente ciò di cui si sta parlando, e non solo perché ha un’immagine accanto.

Ecco un’altra cosa che differenzia la scrittura di moda da tutte le altre: la moda è un settore che si esprime soprattutto tramite immagini. Senza foto non c’è moda, la moda stessa è immagine ed immaginario. Può una foto da sola spiegare un capo o una collezione? In parte sicuramente, ma un testo ben scritto può arrivare dove la foto non arriverà mai. Le parole possono aiutare a capire cosa c’è dietro quel pezzo di stoffa, quella gonna e quegli occhiali. Al contrario di quel che si può pensare, questo è forse ciò che rende davvero difficile scrivere di moda. Un conto, infatti, è scrivere un pezzo a cui, forse, verrà affiancata un’immagine di supporto; un altro è basarsi su un’immagine ben precisa ed arricchirla di dettagli, curiosità e approfondimenti, invogliando il lettore ad andare oltre a quell’immagine. Richiede grande capacità di scrittura, coinvolgimento, creatività e studio della materia.

Come in altri ambiti, anche nella moda si possono trovare diversi generi di articoli. L’inchiesta, l’intervista, l’articolo sui trend e must-have della stagione, la descrizione di una certa collezione, l’editoriale o un pezzo storico di approfondimento.

Ci si può “specializzare” in uno in particolare o si possono acquisire le skills per scriverli tutti. Ogni tipologia richiede, ovviamente, diverse capacità, ma se si conosce a fondo il mondo del fashion si può scrivere di tutto e in ogni forma.

Persino il più apparentemente superficiale degli articoli sui trend del momento, se scritto da una penna che ne sa, può risultare un capolavoro ed invogliare chiunque a finirlo.

Bisogna ricordarsi sempre di viaggiare su due binari: fascino ed informazione. Ad ogni dettaglio tecnico dovrà essere accostato un elemento puramente creativo e accattivante, e viceversa.

Sarà capitato a tutti di imbattersi in un articolo ben scritto, fluido e che “si fa leggere” ma che, alla fine dei conti, non dice nulla. Di arrivare alla fine e di chiedersi “cosa ho imparato di nuovo da questo pezzo?” Ecco, quello è un errore in cui non bisogna cadere per non perdere credibilità. Perché a nessuno piace essere preso in giro, neanche al più pigro dei lettori.

Allo stesso modo, però, è bene evitare di scrivere un’informazione dietro l’altra senza il minimo coinvolgimento perché, sebbene si stiano fornendo dati, non si sta tenendo conto dell’importanza di tenere alto il grado di attenzione.

Un buon articolo sta nel mezzo: fluido e ricco di informazioni.

Abbiamo parlato dell’importanza della cultura del passato, ma anche un continuo aggiornamento su ciò che succede oggi è fondamentale. Conoscere alla perfezione ciò che accade nel mondo, a cosa si ispirano i designer oggi e i trend della stagione corrente e della prossima sono la base che, unita alla conoscenza di ciò che è stato rende chi scrive di moda un vero giornalista.

Non dimentichiamoci che la moda è prima di tutto cultura, società, cambiamento ed interpretazione della personalità. Dietro ogni collezione c’è sempre una grande mente, e così dietro un articolo ben fatto. Descrivere il lavoro di un artista della moda è importante quanto crearlo, quel lavoro. Osservare, capire, interpretare, crearsi un’opinione e, solo alla fine, diffondere nel modo più comprensibile possibile.

Per concludere, come in qualsiasi altro settore, anche in quello della moda è fondamentale la pratica quotidiana. Leggere, studiare e scrivere dovrebbero essere attività all’ordine del giorno per chi fa questo mestiere o vorrebbe intraprenderlo. Poi un giorno ci si sveglia con la consapevolezza, da un lato, di essere in grado di fare ciò che si vuole fare e dall’altro che non si finisce mai di imparare.