UX Writing, UX Copywriting e micro- testi: di cosa parliamo

UX Writing, UX Copywriting e micro- testi: di cosa parliamo

Partiamo dalle basi, perché UX Writing? Cosa significa UX?

UX sta per “User experience”, vale a dire la relazione d’uso (ma non solo) che si instaura tra un utente e lo strumento, il prodotto, il servizio che si ritrova ad utilizzare. Questa dinamica viene delineata già nei primi anni 50 negli Stati Uniti ma diventa un vero e proprio ambito di studio e di ricerca nella seconda metà degli anni 90 grazie al lavoro di Donald Norman, pluripremiato psicologo e ingegnere.

Nel corso della sua breve vita la definizione di UX ha dovuto adattarsi ai cambiamenti rapidissimi dati dall’avvento di piattaforme e strumenti digitali sempre più complessi.

Per provare a sintetizzare, la UX è l’insieme di fenomeni psicologici, emotivi e fisici che si manifestano durante e dopo l’utilizzo di un certo sistema (per esempio, dopo un’esperienza di shopping su un e-commerce, dopo aver cominciato la prima partita di un nuovo videogioco, eccetera).

Cos’ha a che fare un concetto informatico come la UX con il copywriting e la scrittura?

Se ormai possiamo dare per certo che scrivere in ottica SEO è fondamentale per l’esistenza del nostro progetto negli algoritmi di ricerca, allo stesso modo curare la scrittura di tutte quelle parole che ci guidano nella navigazione di un sito è fondamentale per migliorare l’esperienza del nostro utente e far aumentare le possibilità che ritorni. Queste parole sono definite microtesti, e l’arte del saperle scegliere e utilizzare al meglio si chiama micro-copywriting. Devono essere testi brevi, chiari e se il contesto lo permette anche accattivanti. L’UX Writing si applica a voci di menu, messaggi di errore, sezioni più standard dei siti come eventuali FAQ, termini e condizioni, e via discorrendo. Sono sezioni dei siti che acquistano sempre più importanza nell’ottica di un’esperienza utente sempre più esigente, e che possono fare la differenza a livello competitivo.

Quali sono i requisiti del micro-copywriting in ottica UX?

Come abbiamo visto nel paragrafo precedente, l’UX Writing non si applica a contenuti creativi o a sezioni statiche dei siti, ma serve a rendere la fruizione del sito più godibile e più semplice. I testi devono essere più o meno brevi a seconda di dove verranno impiegati (farò un po’ di esempi nel prossimo paragrafo), e allo stesso modo più o meno accattivanti ma certamente dovranno essere chiari.

Bisogna saper tradurre tutto il flusso operativo di un sito in modo che l’utente non si “perda” mai, immedesimandosi nel modo in cui potrebbe utilizzare il nostro sito ed essere invogliato a metterlo nella barra dei preferiti per poterlo visitare di nuovo. Dei buoni testi completano l’aspetto visivo di un sito e aumentano anche il valore di contenuti testuali più elaborati. Tralasciare questo aspetto può essere molto pericoloso.

Qualche esempio di UX Writing applicata.

Vi è mai capitato di essere invitati a compiere un azione informatica, come quella di cliccare un bottone per ricevere una promozione? Si chiama Call to Action ed è una delle manifestazioni più immediate della qualità di un micro-copywriting.

Lo spazio in cui questo invito viene espresso è necessariamente ridotto: il testo dev’essere breve e accattivante. Scriverlo in ottica UX significa voler conquistare l’attenzione di un utente, spingerlo a darci la sua attenzione con un titolo d’impatto e un testo coinvolgente per poi convincerlo a compiere l’azione che stiamo proponendo.

Tutto questo, nella mente di un utente, è frutto di una serie di decisioni e di scelte elaborate nell’arco di poche manciate di secondi, e spesso non del tutto consce. Questo non significa che stiamo “giocando sporco”….tutt’altro. Significa che il nostro sito funziona nei minimi particolari, fornendo un’esperienza piacevole.

Un altro esempio molto semplice è quello di una pagina di errore 404. Una grafica conciliante, unita ad un testo breve e spiritoso, potrebbe quasi cancellare la sensazione che il sito abbia qualcosa che non va.

Che differenza c’è tra SEO e UX Writing?

Scrivere in ottica SEO ci aiuta ad essere trovati e a darci valore nei ranking di ricerca. Gli stessi parametri che Google utilizza per avvantaggiare o penalizzare un sito in ottica SEO, li utilizza anche per misurarne l’usabilità. In base al riscontro che ottiene, il motore di ricerca sa se il nostro sito è fluido e intuitivo. Ormai l’UX è un tema centrale: un sito dove non si trovano i bottoni al momento del bisogno è un sito che non invoglia l’utente a compiere azioni. L’interattività è un valore fondamentale per quanto riguarda i progetti online, qualsiasi sia la loro finalità.

 Per quanto l’UX Writing e UX Copywriting siano una metodologia ancora emergente in Italia, personalmente trovo che siano temi molto affascinanti, oltre che molto utili. Se cerchi qualcuno che sappia interfacciarsi con designer e programmatori per rendere il suo sito intuitivo e UX- approved, compila il form che trovi nella sezione contatti o scrivimi a info@anniriapunzo.it

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INDICE

1. Cosa significa UX?

2. Collegamento UX con il copywriting

3. Requisiti del micro-copywriting

4. Esempi UX Writing

5. Differenza tra SEO e UX Writing

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